Grey’s Anatomy 2: le frasi del narratore Vol.1

Si continua con la prima parte della seconda stagione di Grey’s Anatomy e le sue frasi del narratore ad inizio e fine puntata. Questa prima parte andrà dall’episodio 2×01 all’episodio 2×12. Cominciamo con la seconda stagione e Buona Lettura!

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2×01 = Raindrops Keep Falling On My Head – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Per diventare un chirurgo bravo devi sempre pensare come un chirurgo. Le emozioni confondo. Bisogna lasciarle fuori quando entri in sala operatoria, dove quello che devi fare è molto semplice: tagliare, suturare e chiudere. Ma qualche ferita a volte non riesci a chiuderla, è una ferita che non si rimargina, che resta aperta.

Ending: “Dicono che la pratica renda perfetti. La teoria è: più ragioni come un chirurgo più possibilità hai di diventarlo; più sei bravo a restare freddo, cinico nel tagliare, suturare e chiudere e più sarà difficile cambiare atteggiamento. Smettiamo di ragionare come chirurghi e ricordiamoci cosa vuol dire pensare da essere umani.”

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2×02 = Enough is Enough – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Ho una zia che ogni volta che versa da bere a qualcuno dice -‘Dimmi tu basta’-. Mia zia diceva sempre -‘Dimmi quando basta’- e noi ovviamente non lo dicevamo mai. Nessuno dice mai basta così resta aperta la possibilità di averne ancora. Più tequila, più amore più di tutto.

Ending: “Vorrei dire una cosa a proposito del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno e del sapere quando dire basta. La linea che divide il vuoto dal pieno è un barometro dei nostri bisogni e dei nostri desideri. Decidiamo noi dov’è quella linea. Tutto dipende anche da cosa ci stanno versando. A volte ne vogliamo soltanto un sorto, altre volte non è mai abbastanza. Il bicchiere è senza fondo e vogliamo averne di più.”

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2×03 = Make Me Lose Control – Narratore: Meredith Grey

Opening: “I chirurghi sono dei maniaci ossessivi. Con un bisturi in mano ti senti inarrestabile, non provi più paura né dolore. Ti senti come un gigante forte e invincibile. Ma poi esci dalla sala operatoria e tutta quella perfezione, tutto quell’autocontrollo perdono di significato. “

Ending: “Perdere il controllo non piace a nessuno ma per un chirurgo non c’è niente di peggio. È un segno di debolezza, di non essere all’altezza. Eppure ci sono momenti in cui proprio non riesci a farne a meno, in cui il mondo smette di girare e il tuo piccolo bisturi luccicante questa volta non potrà salvarti. Per quanto ci si affanni per evitarlo a volte si cade e fa paura da morire, a meno che questo precipitare verso il fondo non diventi l’occasione per i tuoi amici di afferrarti e salvarti. “

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2×04 = Deny, Deny, Deny – Narratore: Meredith Grey

Opening: “La chiave per sopravvivere quando sei uno specializzando in chirurgia è negare. Neghiamo quando siamo stanchi, neghiamo di avere paura, neghiamo di cercare il successo a tutti i costi e, cosa più importante, neghiamo che stiamo negando. Noi vediamo solo quello che vogliamo vedere e crediamo solo quello in cui vogliamo credere. E funziona. Mentiamo così tanto a noi stessi che dopo un po’, le menzogne, cominciano a sembrarci la realtà. Mentiamo così tanto che non sappiamo più riconoscere la verità neanche quando l’abbiamo di fronte.

Ending: “A volte la realtà ha un modo tutto suo, assolutamente inaspettato, per presentarsi e quando la diga cede la sola cosa che si può fare è nuotare. Il mondo della finzione è una prigione, non un posto dove mettersi al sicuro. Non possiamo mentire a noi stessi troppo a lungo. Siamo stanchi, siamo impauriti e negare non cambia la realtà. Prima o poi dobbiamo disfarci del nostro negare e guardare in faccia la realtà sfidandola a duello. Negar, negare, negare. Negare l’evidenza rischia di farci perdere di vista la realtà.”

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2×05 = Bring the Pain – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Il dolore ti colpisce in tutte le sue forme: una fitta leggera, un po’ di amarezza, un dolore che va e viene, la normale sofferenza con cui viviamo tutti i giorni. Poi c’è un tipo di sofferenza che non riesci ad ignorare, una sofferenza così grande che cancella tutti gli altri pensieri, che fa scomparire il resto del mondo e a un certo punto non riusciamo a pensare ad altro che alla nostra sofferenza. Come affrontiamo il dolore dipende da noi. Il dolore. Ci anestetizziamo, lo accettiamo, lo elaboriamo, lo ignoriamo e per alcuni di noi, il miglior modo per affrontarlo, è convincerci. 

Ending: “Il dolore. Devi aspettare che se ne vada. Sperare che scompaia da solo, sperare che la ferita che lo ha causato sparisca. Non ci sono soluzioni nè risposte facile. Bisogna fare un respiro profondo e aspettare che il dolore si nascondi da qualche parte. La maggior parte delle volte il dolore può essere sopportato ma a volte il dolore ti afferra, quando meno te lo aspetti. Ti colpisce sotto la cintura e non ti lascia in pace. Il dolore. Devi solo conviverci perché la verità è che non può evitarlo e la vita te ne porta sempre dell’altro. “

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2×06 = Into You Like a Train Narratore: Meredith Grey

Opening: “In generale la gente si può dividere in due categorie: quelli che amano le sorprese e quelli che non le amano. Io, non le amo. Non ho mai conosciuto un chirurgo che ami le sorprese perché come chirurghi ci piace sapere cosa succede. Dobbiamo sapere cosa succede perché altrimenti la gente muore e i parenti ci fanno causa. Sto delirando? Si, forse sto delirando. Ok, la mia opinione, in effetti ne ho una, non c’entra niente con le sorprese o la morte o le cause legali o l’essere chirurghi. La mia opinione è questa: chiunque abbia detto -‘Quello che non sai non può farti male’- è un completo e totale imbecille perché, per la maggior parte della gente che conosco, il non sapere, è la sensazione peggiore al mondo. Ok, vabene. Forse c’è qualcosa di peggio. 

Ending: “Come chirurghi ci sono tante cose che dobbiamo sapere. Dobbiamo sapere di avere quello che ci serve, dobbiamo sapere come prenderci cura dei nostri pazienti e come prenderci cura l’uno dell’altro. E comunque, dobbiamo anche capire come prenderci cura di noi stessi. Come chirurghi dobbiamo essere informati, ma come esseri umani, a volte, è meglio restare all’oscuro perché nell’oscurità può esserci la paura ma anche la speranza.”

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2×07 = Something to Talk About – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Comunicare è la prima cosa che impariamo davvero nella vita. La cosa buffa è che più noi cresciamo, impariamo le parole e cominciamo a parlare, e più diventa difficile sapere cosa dire o peggio, ottenere quello che davvero vogliamo.

Ending: “E alla fine della giornata ci sono delle cose delle quali non si può fare a meno di parlare. Certe cose semplicemente non vogliamo sentirle e altre le diciamo perché non possiamo più tenerle dentro. Per certe cose non servono le parole. Certe cose si fanno e basta. Alcune cose si dicono perché non si ha altra scelta e alcune cose la lasciamo dentro noi stessi. E non accade molto spesso ma, di tanto in tanto, alcune cose semplicemente parlano da sole.”

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2×08 = Let It Be – Narratore: Meredith Grey

Opening: “A scuola, un giorno, durante una lezione, leggemmo Giulietta e Romeo. Per migliorare i nostri voti, la professoressa Sneider ci fece interpretare i ruoli. Sam Cavarillo fece Romeo e il destino volle che io fossi Giulietta. Le mie compagne erano tutte gelose ma io la vedevo in modo diverso: dissi alla Sneider che Giulietta era un’idiota. Innanzitutto si era innamorata dell’unico uomo che non poteva avere. Dopo di che diede la colpa al destino per una decisione che era soltanto sua. La professoressa Sneider mi disse che quando entra in gioco il destino, spesso, non siamo più noi a scegliere. Tutti trovano Giulietta e Romeo estremamente romantico. che tristezza! Se Giulietta è stata così stupida da innamorarsi del nemico, bere una bottiglietta di veleno e adagiarsi in un sepolcro beh… ha avuto ciò che si meritava.

Ending: “Alla professoressa Sneider dissi che da grande avrei preso in mano le redini della mia vita, che non avrei permesso a nessun uomo di buttarmi giù. La professoressa disse che sarei stata fortunata se avessi vissuto una passione del genere con qualcuno e, se fosse successo, sarei stata felice per sempre. Anche adesso credo che per la maggior parte, l’amore sia fatto di scelte. Bisogna posare veleno e pugnale e crearsi il proprio lieto fine… la maggior parte delle volte. È che a volte, nonostante tutte le migliori scelte e le migliori intenzioni, il destino vince comunque.”

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2×09 = Thanks for the Memories – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Gratitudine. Apprezzamento. Ringraziamento. Non importa che parola usiamo. Intendiamo sempre la stessa cosa: felicità. Dovremmo essere tutti felici. Contenti dei nostri amici, della famiglia, felici di essere vivi… che questo ci piaccia o no.

Ending: “Forse non siamo destinati ad essere felici. Forse la gratitudine non c’entra niente con la gioia. Forse l’essere grati significa dare il giusto valore alle cose, apprezzare le piccole vittorie, stupirsi della fatica che ci vuole ad essere un essere umano. Forse siamo riconoscenti per le cose che conosciamo e forse siamo riconoscenti per quelle che non conosceremo mai ma alla fine della giornata, il fatto che abbiamo ancora il coraggio di restare in piedi, è già un motivo sufficiente per festeggiare.”

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2×10 = Much too Much – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Da bambini si fa con i dolci di Halloween, senza farti vedere dai tuoi genitori te li mangi tutti fino a sentirti male. Al college c’è l’esaltante combinazione di gioventù, tequila e… beh… lo sapete. E da chirurgo ti prendi tutto quello che c’è di buono dove puoi, visto che non capita spesso di trovarlo come lo si vorrebbe perché le cose positive non sono sempre come sembrano. L’eccesso di qualunque cosa, anche quando si tratta di amore, non è sempre positivo.

Ending: “Come facciamo a sapere quando qualcosa è in eccesso, quando è troppo presto, quando si parla troppo, quando ci si diverte troppo, quando c’è troppo amore, quando si chiede troppo e quando qualcosa è troppo per noi?”

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2×11 = Owner of a Lonely Heart – Narratore: Meredith Grey

Opening: “40 anni fa i Beatles fecero al mondo una semplice domanda: volevano sapere da dove provenissero tutti i cuori solitari. La mia teoria è moltoi dei cuori solitari provengano dagli ospedali e, con esattezza, dai reparti di chirurgia. Siamo chirurghi. Trascuriamo le nostre necessità per andare incontro a quelle dei pazienti. Trascuriamo i nostri amici, le nostre famiglie per salvare amici e famiglie di altre persone. Questo vuol che, alla fine della giornata, tutto quello che ci resta è il nostro cuore e nulla al mondo può farci sentire più soli di così.

Ending: “440 anni fa, un altro inglese famoso, aveva una sua opinione sulla solitudine: John Dan. Pensava che noi non siamo mai soli ma lui lo diceva da grande poeta. Nessuno è un’isola, chiuso su sé stesso. Tornando al discorso dell’isola, credo che Dan intendesse dire che tutti abbiamo bisogno di qualcuno e di sapere che non siamo soli e chi ha detto che non possa essere qualcuno a quattro zampe. Qualcuno con cui giocare e correre insieme o che ti stia solo accanto.”

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2×12 = Grandma Got Run Over By a Reindeer – Narratore: Meredith Grey

Opening: “È una leggenda metropolitana che i suicidi subiscano un’impennata sotto le feste. In realtà, risulta che addirittura diminuiscano. Gli esperti sostengono che le persone sono meno inclini a farsi fuori quando sono circondati dai familiari. Stranamente però, è proprio la stessa vicinanza con i familiari che si pensa sia la causa dell’effettivo aumento delle depressioni sotto le feste natalizie. Si va bene, per Izzie non conta.

Ending: “C’è un vecchio proverbio che dice che non puoi scegliere la tua famiglia. È il destino che decide per te e anche se non ti piace, se non la ami o se non la capisci tu ti arrangi. Poi c’è la scuola di pensiero che dice che la famiglia in cui si nasce è semplicemente un punto di partenza. La famiglia ti nutre, ti veste, si prende cura di te finché non sei pronto ad andare in giro per il mondo a cercare qualcosa di tuo.”

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A presto!

dAvide

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