Grey’s Anatomy 2: le frasi del narratore Vol. 2

Ecco la seconda parte della seconda stagione di Grey’s Anatomy con le sue frasi del narratore ad inizio e fine puntata. Questa seconda parte andrà dall’episodio 2×13 all’episodio 2×27. Continuiamo e concludiamo la seconda stagione e Buona Lettura!

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2×13 = Ricominciare [Begin the Begin] – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Un nuovo inizio grazie al calendario. Succede ogni anno, rimettiamo l’orologio su gennaio. Il nostro premio per essere sopravvissuti alle feste è un nuovo anno, rinverdire la grande tradizione dei propositi per l’anno nuovo. Buttati il passato alle spalle e ricomincia. È difficile resistere alla tentazione dell’inizio, alla voglia di accantonare i problemi dell’anno vecchio.

Ending: “Chi può determinare dove finisce il vecchio e dove comincia il nuovo? Non è un giorno di festa, non è un compleanno né un capodanno, è un evento, grande o piccolo, qualcosa che ci cambia e che idealmente ci dà speranza. Un nuovo modo di vivere e di vedere il mondo. Liberarsi delle vecchie abitudini, dei vecchi ricordi. La cosa importante è non smettere di credere che si può sempre ricominciare ma c’è un’altra cosa importante da ricordare: in mezzo a tanto schifo ci sono alcune cose a cui vale la pena di aggrapparsi.”

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2×14 = Tenere piccolo bugie [Tell Me Sweet Little Lies] – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Come medici ci hanno insegnato ad essere diffidenti perché i nostri pazienti mentono continuamente. La regola è che ogni paziente mente finché non si dimostra il contrario. Mentire è sbagliato, almeno così ci dicono, continuamente, fin dalla nascita. L’onestà è la miglior condotta, la verità ti rende libero, ho tagliato l’albero di ciliegie disse George Washington. Il fatto è che mentire è una necessità, mentiamo a noi stessi perché la verità… la verità ferisce maledettamente.

Ending: “Non importa quanto cerchiamo di ignorarle o di negarle, alla fine le bugie piano piano svaniscono, che ci piaccia oppure no. Ma questa è la verità sulla verità: la verità fa male. Per questo mentiamo.

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2×15 = La linea [Break on Through] – Narratore: Meredith Grey

Opening: “In chirurgia c’è una linea rossa sul pavimento che segna il punto in cui l’ospedale, da accessibile, diventa off limits per tutti tranne che per pochi autorizzati. Superare la linea senza permesso non è tollerato. In generale le linee esistono per una ragione: per protezione, per sicurezza, per chiarezza. Se decidi di oltrepassare a linea, quasi sempre lo fai a tuo rischio e pericolo. Allora come mai più larga è la linea più grande è la tentazione di oltrepassarla?”

Ending: “Non possiamo evitalo, vediamo una linea e vogliamo attraversarla forse per l’entusiasmo di lasciare il noto per l’ignoto, una specie di sfida personale. L’unico problema è che, una volta che l’hai attraversata, è quasi impossibile tornare indietro ma, se fai in modo di riuscire a riattraversare quella linea, puoi trovare la salvezza nei tuoi amici.”

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2×16 = Apocalisse (Codice nero) [It’s the End of the World] – Narratore: Meredith Grey

Opening: “È un velo che i pazienti hanno negli occhi. È un profumo. È l’odore della morte, una specie di sesto senso. Quando la morte ti si avvicina la senti arrivare. C’è qualcosa che sognavi di fare prima di morire? — Ok, beh… ovviamente questo non è il mio sogno. Visto, ve l’avevo detto. Non era il mio sogno.

Ending: /////

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2×17 = Presentimento (Codice nero) [As We Know It] – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Negli ospedali dicono che lo sai, sai quando stai per morire. Alcuni medici dicono che è un velo negli occhi dei pazienti, altri dicono che è un profumo, l’odore della morte. Altri ancora credono che sia una sorte di sesto senso, quando la morte ti si sta avvicinando la senti arrivare. Qualunque cosa sia fa paura perché, anche se lo sai, che cosa puoi farci? Scaccia il pensiero della puara dalla tua mente. Se uno sapesse qual è il suo ultimo giorno che cosa vorrebbe fare?

Ending: /////

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2×18 = Ieri [Yesterday] Narratore: Meredith Grey

Opening: “Dopo un approfondito esame e innumerevoli notti insonni, ecco le mie conclusioni: non esistono persone adulte. Andiamo avanti, ce ne andiamo lontani, ci allontaniamo dalle nostre famiglie e da noi stessi ma tutte le principali insicurezze, le nostre paure, tutte le vecchie ferite invecchiano insieme a noi. E proprio quando crediamo, una volta per tutte, di essere diventati adulti… vostra madre dice una cosa del genere o, peggio ancora, dice qualcosa di questo genere. Diventiamo più grandi, più alti, più vecchi ma in realtà siamo sempre un manipolo di ragazzini che corrono durante la ricreazione tentando disperatamente di far parte del gruppo.

Ending: “Ho sentito dire che crescere è possibile, io però non ho mai conosciuto nessuno che ci sia riuscito. Senza genitori a cui disobbedire, infrangiamo le leggi che noi stessi ci siamo imposti e ci arrabbiamo quando le cose non vanno come vorremmo noi. Nel buio sussurriamo segreti ai nostri migliori amici, cerchiamo sostegno ovunque possiamo trovarlo e continuiamo a sperare contro ogni logica, contro ogni esperienza. Come i bambini, non rinunciamo mai alla speranza.”

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2×19 = Che cosa ho fatto per meritarmi questo? [What Have I Done to Deserve This?] – Narratore: George O’Malley

Opening: “D’accordo, a volte anche i migliori prendono delle decisioni affrettate, delle decisioni sbagliati. Decisioni che già sappiamo d’aver preso in quello stesso momento, in quello stesso istante e, specialmente, la mattina seguente. Voglio dire, non proprio rimpiangere perché almeno, si insomma, ci si è messi in gioco ma in ogni modo qualcosa dentro di noi decide di fare una follia, una cosa che sappiamo già ci si rivolterà contro mordendoci il culo ma, nonostante ciò, la facciamo ugualmente. Quello che voglio dire è che raccogliamo ciò che seminiamo, ciò che si dà si riceve. È il karma e, mettetela come volete, ma il karma è uno schifo.

Ending: “In un modo o nell’altro, il nostro karma ci porta ad affrontare noi stessi. Possiamo guardare il nostro karma negli occhi o aspettare che ci spunti fuori alle spalle. In un modo o nell’altro, il nostro karma ci trova sempre. La verità è che, in quanto chirurghi, abbiamo più possibilità degli altri di far volgere le cose a nostro favore. Non importa quanto ci proviamo, non possiamo sfuggire al nostro karma. Ci seguirà fino a casa. In realtà non ci si può lamentare del proprio karma. Non è ingiusto, non è inaspettato. Diciamo che pareggia sempre i conti e, anche quando stiamo facendo qualcosa che invita chiaramente il karma a morderci il culo, beh, non c’è bisogno che dica niente: lo facciamo comunque.”

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2×20 = Quando un cerotto non basta [Band-Aid Covers the Bullet Hole] – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Ai medici, i pazienti dicono sempre come dover fare il loro lavoro. Mi metta un punto, mi applichi un cerotto e mi mandi a casa. È facile suggerire una soluzione rapida quando non conosci bene il problema, quando non capisci il motivo che lo provo o non sai quant’è profonda la ferita. Il primo passo verso la completa guarigione è sapere esattamente di quale malattia si soffre ma non è quello che la gente vuole sentire. Dovremmo dimenticare il passato che ci ha condotto a questo punto, ignorare le complicazioni che potrebbero sorgere in futuro e cercare un rimedio veloce.

Ending: “Come medici, come amici, come essere umani cerchiamo di fare il meglio che possiamo ma la vita è piena di curve e capovolgimenti e, quando credi di aver imparato a conoscere il territorio, ti viene a mancare la terra sotto i piedi e perdi l’equilibrio. Se sei fortunato te la cavi solo con qualche graffio, qualcosa per cui basta un cerotto, ma alcune ferite sono più profonde di quello che sembrano e non basta un semplice cerotto. Per quelle ferite, devi strappare via il cerotto, lasciarle respirare e dare loro il tempo di guarire.”

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2×21 = Se un soldino troverai… [Superstition] – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Nel mio college c’era una statua magica. Tra gli studenti c’era l’antica usanza di strofinarle il naso per avere fortuna. La mia coinquilina del primo anno credeva molto nel potere di questa statua e insisteva nell’andare a grattarle il naso prima di ogni estate. forse avrebbe fatto meglio a studiare visto che è stata buttata fuori al secondo anno ma il è che ognuno di noi compie dei piccoli gesti scaramantici e quando non si crede nelle statue magiche magari si evitano le fessure sui marciapiedi o ci si infila sempre per prima la scarpa sinistra o si tocca ferro. Se una fessura pesterai, allora si saranno guai! L’ultima cosa che vorremmo fare è offendere gli dei.”

Ending: “La superstizione occupa quello spazio che c’è tra ciò che possiamo controllare e ciò che non possiamo controllare. Se un soldino troverai, tutto il dì fortuna avrai. Nessuno vuole farsi sfuggire un’occasione fortunata ma dirsi questa cosa 33 volte aiuta davvero? Qualcuno ascolta veramente? E se nessuno ascolto perché ci preoccupiamo di fare tutte le strane cose che facciamo? Ci affidiamo alle superstizioni perché siamo abbastanza intelligenti da sapere che non abbiamo tutte le risposte e che la vita segue percorsi misteriosi. Mai rifiuta una pozione da qualunque parti arrivi.”

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2×22 = Le regole del gioco [The Name of the Game] – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Una bella partita di basket può tenerci incollati alla sedia. I giochi hanno a che fare con la gloria, la sofferenza, si vivono minuto per minuto e poi ci sono anche i giochi più solidali, quei giochi che amiamo fare da soli. Giochi di società, giochi di abilità, li facciamo per passare il tempo, per rendere la vita più interessante, per distrarci da quello che sta realmente accadendo. Alcuni di noi amano giocare a qualsiasi gioco e poi ci sono alcuni di noi che amano giocare un po’ troppo.

Ending: “Quindi va avanti, discuti con l’arbitro, cambia le regole, imbroglia un po’, prenditi una pausa e leccati le ferite ma gioca. Gioca. Gioca duro, gioca veloce, gioca rilassato e libero. Gioca come se non ci fosse un domani. Ok, non ha importanza se vinci o se perdi ma come giochi la partita. Giusto?”

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2×23 = Combattere [Blues for Sister Someone] Narratore: Meredith Grey

Opening: “La chiave per avere successo come specializzando è rinunciare al sonno, agli amici, ad una vita normale. Sacrifichiamo tutto per un momento speciale: il momento in cui puoi ufficialmente considerarti un chirurgo. Ci sono giorni in cui pensi che valga la pena sacrificarsi e ci sono giorni in cui ogni cosa sembra un sacrificio.

Ending: “Molto spesso fare quello che ti fa star bene non significa fare ciò che è giusto e aprirsi a qualcuno significa abbattere i muri che hai costruito per tutta la vita. Ovviamente, i sacrifici più duri sono quelli che ci piombano addosso all’improvviso. Quando non c’è tempo di escogitare una strategia, di fare una scelta o di valutare le potenziali perdite, quando questo accade, quando è la battaglia a scegliere noi allora il sacrificio diventa più grande di quanto riusciamo a sopportare.”

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2×24 = Questione di equilibrio [Damage Case] – Narratore: Meredith Grey

Opening: “Tutti noi passiamo attraverso la vita come elefanti in una cristalleria. Graffiamo qui, rompiamo lì facendo del male a noi stessi, ad altre persone. Il problema è trovare il modo di riparare le ferite che abbiamo inferto e che qualcuno ha inferto a noi. A volte il dolore ci coglie di sorpresa, a volte pensiamo di poter riparare il danno e a volte il danno è qualcosa che non riusciamo nemmeno a vedere.

Ending: “Siamo tutti feriti a quanto pare, alcuni di noi più di altri. Ci portiamo dentro le ferite dell’infanzia. Poi, da adulti, restiamo quello che abbiamo ricevuto. In fin dei conti tutti noi feriamo qualcuno e poi ci mettiamo all’opera per rimediare, per quanto possiamo.”

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2×25 = 17 secondi [17 Seconds] Narratore: Meredith Grey

Opening: “Ci insegnano che esistono 7 peccati capitali. Tutti noi conosciamo i principali: gola, superbia, lussuria. Ma un peccato di cui non si parla tanto è l’ira forse perché pensiamo che l’ira non è abbastanza pericolosa e che si possa controllare. Quello che voglio dire è che forse sottovalutiamo l’ira. Forse potrebbe diventare molto più pericolosa di quanto pensiamo. Dopotutto, quando provoca reazioni distruttive, diventa il più grande dei 7 peccati.

Ending: “Allora, cos’è che rende l’ira differente dagli altri 6 peccati capitali? È piuttosto semplice. Se ti abbandoni ad un peccato come l’invidia o la superbia ferisci solo te stesso. Se cedi alla lussuria o al desiderio, non solo fai del male a te stesso, ma probabilmente anche a qualcun’altro ma l’ira, l’ira è la peggiore, è la madre di tutti i peccati. Non solo l’ira può portarti a superare ogni limite ma quando succede rischi di coinvolgere un mucchio di altra gente.”

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2×26 = Fuggire o restare [Deterioration of the Fight or Flight Response] – NarratoreTutti

Opening: “All’essere umano servono molte cose per sentirsi vivo: una famiglia, l’amore, il sesso. Ma serve una sola cosa per essere vivi davvero: serve un cuore che batte. Quando il nostro cuore è minacciato reagiamo in due modi: fuggiamo oppure reagiamo. Esiste un termine scientifico per questo: combatti o fuggi. È l’istinto. Non possiamo controllarlo, oppure si.

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2×27 = Ho perso il mio credo [Losing My Religion] – Narratore/////

Opening: /////

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A presto!

dAvide

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